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VOTA IL VIDEO. Il silenzio è dolo: siamo l’Italia che sceglie il coraggio

pubblicato 26 mag 2016, 23:02 da Stefano Costi   [ aggiornato in data 27 mag 2016, 00:05 ]
Gli alunni della classe V A del Liceo scientifico Respighi hanno realizzato un video scegliendo come
testimonial il giornalista Giancarlo Siani (noi denunciamo con nomi e cognomi), mettendo in risalto la sua
voglia di urlare verità scomode in una terra omertosa e dominata dal terrore della mafia, terra per la cui
libertà è morto assassinato a soli 26 anni.

Il video, citando passi di Siani, Brecht, Pasolini, Saviano in un elenco sentito dei loro Io so, rileva
l’importanza della parola gridata da profeti disarmati che, meglio di noi comuni uomini, sanno leggere con
acutezza il presente e i suoi mali e sanno denunciarli, consapevoli che le ingiustizie poggiano su complicità e
silenzi, il silenzio spesso è dolo!
Coscienze più inquiete, più coinvolte, più aperte al dubbio e alla ricerca della verità non avrebbero
permesso alla nostra democrazia di ammalarsi.

I video e le foto degli elaborati saranno pubblicate sulla pagina Facebook del concorso:


 Da lunedì 23 maggio a domenica 5 giugno sarà possibile votare
gli elaborati, divisi per categoria e ordine di scuola, con un “like.


Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie ha indetto il concorso nazionale, dedicato a Giulio Regeni, Il silenzio è dolo: siamo l’Italia che  sceglie il coraggio, per promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile nelle scuole. Il silenzio è dolo quando cittadini e rappresentanti delle istituzioni  non lottano contro l’indifferenza, la rassegnazione, l’ignoranza, contro il consumismo di beni, di tempo, di relazioni che vuole distrarre i cittadini dalla gestione del bene pubblico, trasformarli in una folla solo interessata al proprio privato o vittima della fabbrica delle illusioni: gli immigrati, i giovani, le donne mercificate e prostituite, le persone fragili e discriminate, i  morti sul lavoro e sulle frontiere, le vittime delle mafie e della ingiustizia, i disoccupati e  tutti gli esclusi da un modello che degrada il fattore umano alla sua attuale funzionalità produttiva.

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