Il fisico piacentino collegato in videoconferenza da Ginevra con gli studenti del liceo Respighi: "caccia" chiusa nel 2012 Il collegamento in videoconferenza di ieri al liceo Respighi foto Cravedi «Nel 2011 - traccia l'ultimo bilancio il professore - abbiamo raccolto una massa enorme di dati, l'Hlc ha funzionato benissimo, 5 volte più di quanto ci aspettassimo. Gli ultimi risultati ci hanno permesso di escludere il bosone dal campo delle masse molto elevate». In pratica, ciò che i ricercatori sembrano dirci è che non si sa di preciso dove sia questo sacro graal che si chiama bosone di Higgs, ma in questo momento abbiamo circoscritto l'area dove si potrebbe nascondere. Ora sappiamo per esempio che se cerchiamo l'ago nel pagliaio, questo pagliaio si estende a 13-14 gen di regione, «una zona ristretta», la definisce Tenchini. Avvertendo i ragazzi tuttavia che questa non costituisce ancora prova certa ed inconfutabile della sua esistenza, «perchè non sappiamo se i segnali visti sono fluttuazioni di fondo o sono i primi indizi del bosone: chiuderemo il cerchio entro il 2012». L'esistenza del bosone è parte integrante del modello standard della particelle elementari. Se non fosse trovato? Crollerebbe un modello «dove tutto il resto funziona. Se lo identificheremo conosceremo la sua massa, con tutta una serie di implicazioni per comprendere l'universo. Se non lo trovassimo, se i segnali fossero fluttuazioni di rumore, a quel punto avremo capito che il modello di fisica fondamentale ha un baco». Niente bosone, per una domanda: cosa l'ha spinto alla ricerca, professore? «L'interesse per i problemi fondamentali, che ho coltivato fin da ragazzino. Oggi sono felice». Simona Segalini 23/12/2011 |





