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Tenchini (Cern): mai così vicini alla "particella di Dio"

pubblicato 24 dic 2011, 13:56 da Giovanni Corrado
Il fisico piacentino collegato in videoconferenza da Ginevra
con gli studenti del liceo Respighi: "caccia" chiusa nel 2012
Il collegamento in videoconferenza di ieri al liceo Respighi
foto Cravedi

Il "bosone di Higgs"? «Contiamo di chiudere questa partita entro il 2012». La caccia alla (impropriamente detta) "particella di Dio" prosegue, e Roberto Tenchini, piacentino già illustre, fisico del prestigioso laboratorio Cern di Ginevra (Svizzera) e direttore dell'Infn di Pisa, ex studente del liceo scientifico Respighi, è uno dei maggiori alfieri di questa crociata cominciata mezzo secolo fa e dal 2009 affidata all'Hlc, l'avveniristico acceleratore ginevrino dove protoni si scontrano con protoni. Tenchini, in collegamento video ieri dal Cern, ha tenuto un'eccezionale lezione agli studenti del "suo" liceo, in un'ampia dissertazione del ricercatore a cui è seguito il fuoco di fila delle domande dei ragazzi. Fa impressione ascoltare dalla viva voce di chi la conduce ogni giorno la battaglia universale e senza età per scoprire le origini dell'universo, prendendo spunto dall'infinitamente piccolo in questo caso. Un punto alla laboriosa quanto incessante ricerca è stato messo dal Cern proprio in questi ultimi giorni: il bosone, che «è il tramite per cui le particelle elementari stanno insieme», chiosa Tenchini, è stato quasi del tutto localizzato. O, meglio, è stata circoscritta l'area della "foresta" - nel campo dell'infinitamente piccolo - in cui questa particella potrebbe galleggiare. Tenchini, come tutti i grandi, possiede il fascino e la capacità di dire cose molto complesse con parole molto semplici.
«Nel 2011 - traccia l'ultimo bilancio il professore - abbiamo raccolto una massa enorme di dati, l'Hlc ha funzionato benissimo, 5 volte più di quanto ci aspettassimo. Gli ultimi risultati ci hanno permesso di escludere il bosone dal campo delle masse molto elevate». In pratica, ciò che i ricercatori sembrano dirci è che non si sa di preciso dove sia questo sacro graal che si chiama bosone di Higgs, ma in questo momento abbiamo circoscritto l'area dove si potrebbe nascondere. Ora sappiamo per esempio che se cerchiamo l'ago nel pagliaio, questo pagliaio si estende a 13-14 gen di regione, «una zona ristretta», la definisce Tenchini. Avvertendo i ragazzi tuttavia che questa non costituisce ancora prova certa ed inconfutabile della sua esistenza, «perchè non sappiamo se i segnali visti sono fluttuazioni di fondo o sono i primi indizi del bosone: chiuderemo il cerchio entro il 2012». L'esistenza del bosone è parte integrante del modello standard della particelle elementari. Se non fosse trovato? Crollerebbe un modello «dove tutto il resto funziona. Se lo identificheremo conosceremo la sua massa, con tutta una serie di implicazioni per comprendere l'universo. Se non lo trovassimo, se i segnali fossero fluttuazioni di rumore, a quel punto avremo capito che il modello di fisica fondamentale ha un baco». Niente bosone, per una domanda: cosa l'ha spinto alla ricerca, professore? «L'interesse per i problemi fondamentali, che ho coltivato fin da ragazzino. Oggi sono felice».
Simona Segalini


23/12/2011

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