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Smart City, il ministro Profumo: a giugno il bando

pubblicato 21 apr 2012, 03:07 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 11 mag 2012, 04:15 ]
Il numero uno del Miur: daremo alla città di Piacenza la possibilità di fare un progetto integrato. Primogenita città intelligente? Promossa ma c'è ancora da fare. Ronchi (Anci): meno emissioni di carbonio, boom di sfratti

«Abbiamo bisogno di una cultura diversa: alla base del progetto delle smart city c'è la necessità di creare una nuova consapevolezza, un nuovo modo di rapportarsi fra i cittadini e le tecnologie». Lo dice chiaro il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Francesco Profumo che ieri mattina è intervenuto al convegno su "La costruzione di un modello "Smart City" per la sostenibilità delle città medie" organizzato nella Sala dei Teatini da Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Comune di Piacenza e Tecnoborgo.
«Bisogna partire dalla domanda dei cittadini - ha spiegato Profumo - "attuare una "palestra" che consenta al governo di definire le risorse e le linee guida di Horizon 2020 e alle comunità di sperimentare le attività e i temi di Horizon 2020». Piacenza ha già messo le mani avanti: ieri, durante la tavola rotonda coordinata prima da Andrea Barbabella della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e poi dalla giornalista Sara Vigorita, il presidente della Fondazione Edo Ronchi ha presentato i risultati della ricerca sulla prima applicazione al Comune di Piacenza del modello "Smart City". A venire fuori è una città «che dal 2000 ha ridotto del 16 per cento le emissioni di carbonio ma che ancora deve fare degli sforzi; una realtà che vede calare la domanda del trasporto pubblico locale anche a fronte della crescita significativa della ciclopedonalità, ma che soprattutto deve fare i conti con un boom di sfratti (passati da 60 circa a 160 in meno di 10 anni) e con un tasso di imprenditorialità femminile minore di quello straniero», ha spiegato Ronchi. In compenso di sperimentazioni non ne mancano: una prova l'ha data il liceo "Respighi" che, attraverso l'intervento della vicepreside Giovanna Busconi, ha portato la sua testimonianza di "Scuol@ 2.0", per la quale Profumo si è congratulato con gli studenti dopo aver lodato «l'ottimo lavoro di progettazione» e annunciato che con un bando a fine giugno «daremo la possibilità alla città di fare un progetto integrato»: «Un anno fa il Ministero ha proposto un bando con l'obiettivo di trasformare spazi, tempi e didattica - ha spiegato Busconi - c'è un nesso con le Smart City perché la scuola è chiamata a formare le persone che progetteranno queste "città intelligenti". Si creano delle community: le classi diventano dei laboratori di idee». Certo il "Respighi" non è l'unica realtà scolastica ad essersi attivata su questo fronte: la prorettrice del Politecnico di Milano Donatella Sciuto ha citato l'esperienza del "Campus sostenibile Leonardo promosso da Politecnico e Statale che vede coinvolte 40 mila persone e presenta delle aree problematiche": «Per una città questa è un'opportunità importante per far interagire il mondo fisico e quello virtuale, ma viene richiesta una trasformazione - ha spiegato la prorettrice - in quest'ottica il ruolo dell'università è quello di supportare i comuni nella progettazione delle "città intelligenti" e fare una ricerca sulle tecnologie abilitanti importanti per molti contesti applicativi delle "Smart City"».
E sul ruolo dei giovani anche il ministro Profumo ha avuto parole di lode: «Noi siamo un Paese creativo: i nostri ragazzi e ricercatori sono bravissimi -ha spiegato dopo l'intervento del sindaco Roberto Reggi - ma quando dobbiamo confrontarci a livello di comunità cadiamo». A fargli eco è stato anche il presidente dell'Anci Graziano Del Rio intervenuto nella seconda parte della mattinata con Alessandra De Seneen di 4Changing, Livio Gallo di Enel, Pierluigi Ghilardelli di BTEnìa, Milco Accornero di Telecom, Carlo Tagliaferri di Selta, Elisabetta Ferrari di Tecnoborgo, Enzo Calabrese di Siemens e Gianluigi Gereschi di Umpi: «Il nostro Paese ha le risorse intellettuali per competere con gli altri, ma è incapace di fare sistema - ha spiegato - questo ci rende deboli. Noi abbiamo delle grandi aziende, dei cervelli e delle risorse eccezionali: occorre fare sistema, avere il coraggio di cambiare rotta per creare competizione e attrazione di investimenti, oltre che investire nei settori che garantiscono lavoro».
Betty Paraboschi

Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile

La costruzione di un modello "Smart city"


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Giovanni Corrado,
25 apr 2012, 08:53
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