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Respighiano 2016

pubblicato 05 mag 2016, 00:50 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 05 mag 2016, 00:52 ]

Dal Respighi al CERN di Ginevra.
Intervista a Lucio Rossi, "Respighiano dell'anno" 2016.

Sabato 13 febbraio 2016, in occasione di una lezione tutta dedicata agli studenti del Respighi, tenuta all'auditorium della Fondazione, abbiamo intervistato Lucio Rossi, fisico di fama internazionale che ha costruito il Ciclotrone Superconduttore, uno dei primi acceleratori del mondo che utilizza la superconduttività per generare campi magnetici. Possiamo tranquillamente dire che ha assistito alla scoperta del bosone di Higgs, dopo avergli preparato la culla in cui nascere. Dal prossimo mese di maggio Rossi verrà premiato come Respighiano dell’anno, un'altra grande personalità che ha mosso i primi passi nel nostro Liceo.

Con simpatia e prontezza ecco come ha risposto alle nostre domande:

Può descrivere il suo percorso al liceo in tre parole?

Il mio primo approccio è stato molto bello, anche se difficile, forse perché allora, nei paesi di provincia (Podenzano) gli insegnanti non erano così competenti come quelli di città. All'inizio andavo male, mi ricordo che alla prima udienza mia madre tornò a casa preoccupatissima perché le avevano detto che suo figlio non era adatto per un liceo. Poi verso metà anno mi ci misi di buona volontà e mi colpì l'umiltà con cui la seconda volta mia madre andò alle udienze e tornò invece tutta raggiante perché l'insegnante le disse : "signora mi sono sbagliato su suo figlio, è adattissimo a frequentare questo liceo".

La mia fortuna a scuola è stata quella di aver avuto degli insegnati molto disponibili: spesso ci vedevamo con i nostri amici e si univano anche loro, per discutere dell'amicizia, dell'essere veri e di imparare veramente la cultura, in contrapposizione con l'insegnamento nozionistico. Ho apprezzato tanto il fatto che abbiano usato molto del loro tempo per insegnarci a vivere, quando sono diventato a mia volta genitore. Ricordo con affetto gli insegnanti, anche quelli che ho avuto solo per un anno: quello che consiglio a voi ragazzi, è di pretendere che i vostri insegnanti siano dei maestri, ma perché lo siano voi li dovete interrogare, dovete essere discepoli, dovete chiedere di più.

Ho vissuto anni eccezionali al liceo, mi ricordo che si parlava di calcio, di ragazze ma anche di politica: volevamo cambiare il mondo, é stato lo spirito di cambiamento del '68.

Ho vissuto un periodo eccezionale, come lo è per voi ora, e lo ricorderete quando avrete la mia età se lo vivete bene, cioè vivendo il presente come se fosse eterno, come la cosa più importante.

Per concludere, gli anni del liceo hanno contribuito a far nascere in me l'amore per la fisica, e a formarmi come persona.

Cosa ha provato quando ha percorso il tunnel del CERN per la prima volta, visto che è stato un lavoro che ha richiesto molto tempo per essere realizzato?

Una grande soddisfazione, anche se nella ricerca ci si mette tanto tempo che le soddisfazioni ce le hai man mano. Dopo un incidente l'acceleratore si è fermato un anno e mezzo, e lì è stato un duro colpo, però quando poi è ripartito è stata una soddisfazione ancora maggiore: ho capito che il risorgere è più importante del nascere, che il crisma dell'umano non è sbagliare, ma risollevarsi dall'errore.

Lei sostiene che "Ci vuole più fede a non credere" cosa intende con questa frase?

Alla fine credere, o non credere sono due gesti della libertà umana; penso che, messi assieme tutti gli elementi, sia più ragionevole affermare che quest'ordine non si sia fatto da solo ma che è il segno di un'intelligenza primordiale. É più difficile dire che questa autocoscienza che regola le leggi del mondo venga da qualcosa di meccanico e non da un'intelligenza. Quando dico che è più difficile non credere, intendo per me, magari per un altro è più difficile avere fede nella strada che porta a Dio. É una scelta libera: nessuno ha più verità in tasca rispetto ad un altro. Lei è lì perché la si scopra, nessuno è esentato dalla fatica e dalla bellezza di impegnarsi in questo: studiando fisica, innamorandosi di un ragazzo, discutendo con i genitori, giocano a calcio...queste sono le bellezze della vita.

Studiate che è un vantaggio ma soprattutto pretendete da voi e dai vostri insegnanti che siano dei compagni per capire queste cose, poi l'aspetto tecnico viene da sè.

Redazione "Il Buco"
Martina Scarano, Erta Buzi, Denise Vago
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