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Olimpiadi di Matematica: DAVIDE PRADOVERA medaglia d'ARGENTO

pubblicato 09/mag/2011 00:58 da Giovanna Busconi   [ aggiornato il 09/mag/2011 03:50 da web master ]
Dal 5 all'8 maggio si è svolta a Cesenatico la finale nazionale delle XXVII Olimpiadi della Matematica. La manifestazione, organizzata dalla Unione matematici italiana in collaborazione col Comune di Cesenatico, ha visto quest'anno la partecipazione alla gara individuale di 300 alunni delle scuole superiori che avevano precedentemente superato le selezioni provinciali e di 100 squadre che sono arrivate a Cesenatico dopo una fase eliminatoria interprovinciale.
In questi quattro giorni la città di Cesenatico si è popolata così di circa 2.500 appassionati di matematica fra studenti, docenti accompagnatori, organizzatori e tifosi. La provincia di Piacenza ha partecipato con due studenti alla gara individuale: Davide Pradovera del liceo scientifico Respighi e Francesco Sala del liceo Gioia e, per la prima volta per la nostra città, con una squadra grazie alla qualificazione conquistata in marzo a Parma dal Respighi (Diletta Milana, Elisabetta Mazza, Fosca Vezzulli, Matteo Bonvini, Filippo Celoni, Pierangelo Moraschi, Francesco Negri, Davide Pradovera e Giovanni Zazzali i componenti).
Eccellenti le prestazioni dei due concorrenti alla gara individuale: medaglia d'argento per Pradovera che ha totalizzato 20 punti, di bronzo per Sala che, nonostante frequenti la prima classe, ha ottenuto 13 punti. Buona la partecipazione della squadra, eliminata in semifinale. Gli alunni sono stati accompagnati dai docenti Paolo Sartori e Giovanna Busconi.










The Respighian M-team: il giro dei teoremi in 4 giorni, tra piadine e beach volley di Diletta Milana

Numero uno: i matematici non si nutrono solo di matematica. Discrimineranno anche il pari dal dispari, ma di certo apprezzano sia dolce che salato.

Numero due: dopo essersi spaccati la testa per ore su un problema, i matematici si divertono terrorizzando donne bambini in riva al mare a bordo di un comune risciò o dibattendo circa i fondamenti fisici e filosofici dell’universo.

Numero tre: forse non sa cosa troverà e non sa come lo troverà, ma un matematico sa sempre cosa sta cercando.

Questi sono solo tre degli infiniti insegnamenti che la nostra esperienza di “matematici” alle finali nazionali delle Olimpiadi di matematica a squadre, che hanno avuto luogo dal 5 all’8 maggio 2011 a Cesenatico, ha saputo trasmetterci. I 7 componenti della squadra di rappresentanza del liceo Respighi, scelti tramite una classifica interna,  avevano superato a Parma una prima eliminatoria l’11 marzo scorso, guadagnandosi l’ammissione alla finale nazionale di Cesenatico. Qui, più di 90 istituti superiori da tutta Italia sono stati suddivisi in 3 sessioni, da ciascuna delle quali sono state selezionate le 8 squadre con punteggi più elevati che hanno poi avuto accesso al gran finale di sabato mattina. Purtroppo, il neonato M-Team (proprio così, questo è il suo primo anno di vita!) ha dovuto abbandonare il sogno di quella finalissima che sembrava ormai così vicina. Sono state la fretta di consegnare i risultati degli esercizi e di verificarne la correttezza e la poca esperienza quanto a strategia di gioco e organizzazione a rovinarci: pur risolvendo più della metà dei quesiti proposti, il grande numero di errori precedenti ci ha portato a conservare un deficit notevole, determinando così la nostra caduta nella classifica.

Sempre a Cesenatico, tuttavia, uno di noi è riuscito a raggiungere il podio: Davide Pradovera, abituato a risultati matematicamente brillanti, ha partecipato alle finali nazionali delle Olimpiadi individuali  insieme ad altri 300 colleghi, guadagnandosi una straordinaria medaglia d’argento.

Oltre alla grande soddisfazione di aver raggiunto un così alto livello al primo tentativo, e ad un certo senso di importanza, questi 4 giorni hanno significato molto di più per Diletta Milana, Elisabetta Mazza, Fosca Vezzulli, Matteo Bonvini, Filippo Celoni, Pierangelo Moraschi, Francesco Negri, Davide Pradovera e Giovanni Zazzali. Se non siamo stati i vincitori nei calcoli, sicuramente lo siamo stati quanto a stile: il marchio M-Team, impresso sulle nostre felpe, ci ha distinto per tutta la durata della permanenza. Ma al di là di necessità puramente riconoscitive, quelle felpe significavano molto di più. Le nostre fatiche non erano più solo nostre, i risultati non più solo nostri, le nostre delusioni, le nostre gioie, la nostra voglia di migliorare erano parte di qualcosa di più grande: eravamo veramente noi a rappresentare la nostra città e il nostro liceo davanti agli occhi dell’Italia.

Ad essere veramente onesti, insieme alla grandi responsabilità sono venuti anche i momenti di gran divertimento. Del resto si sa, Cesenatico è una città di mare, fatta apposta per i giovani. Così, tra un calcolo combinatorio e un tetraedro abbiamo trovato il tempo per uno spericolato giro in risciò, per ingenti e salutari acquisti alimentari (solo ed unicamente in vista del consistente sforzo mentale a cui saremmo andati incontro, senza alcun dubbio) e per due tiri a beach volley o due bracciate in mare.

Non abbiamo mai smesso di crederci. Non abbiamo mai smesso di migliorare e di cercare di capire. Anche quando abbiamo capito che non ci sarebbe stato posto per noi in finalissima, le nostre penne non hanno mai smesso di rincorrersi sui fogli consumati, le nostre menti di cercare ordine tra mille numeri. Ora, da veri amici quali ormai siamo diventati, si ricomincia a combattere.  Attenzione, Cesenatico 2012: la miccia dell’ M-Team è accesa e ha licenza di esplodere.




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