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«Memoria e Shoah, a scuola sanzionate gli estremismi»

pubblicato 05 feb 2015, 03:27 da Giovanni Corrado

L'ebraista Della Pergola ai ragazzi di Respighi e Isii Marconi

La memoria ha bisogno di essere aiutata, ha bisogno di parole che mettano in moto un processo di salvezza. Non ci si può fermare alle lacrime del giorno previsto dalla legge. Così la scuola diventa fondamentale, come luogo di insegnamento e di discussione. Ma anche di educazione alla tolleranza, arrivando «a sanzionare gli estremismi». E' il pensiero di Sergio Della Pergola, demografo, ebraista, docente all'Università ebraica di Gerusalemme. Al liceo Respighi ha dialogato con gli studenti dello scientifico e dell'Isii Marconi, nell'incontro organizzato via Skype dalla preside Licia Gardella nell'ambito della Giornata della Memoria.
«Il cardinale Elia Della Costa, a Firenze, disse in chiesa: "Ci sono dei fratelli in pericolo". Fu grazie a quell'imput - esordisce Della Pergola - che la mia famiglia venne salvata dai nazi-fascisti. Ecco perchè è importante che esista la Giornata della memoria. Se non c'è la parola è forte il rischio dell'oblio».
Il professore ed il suo staff hanno appena condotto uno studio per iniziativa dell'ufficio della Ue che si occupa dei diritti fondamentali. «Abbiamo preso in considerazione 9 Paesi verificando gli atteggiamenti delle comunità ebraiche sull'antisemitismo - spiega -. In tutti i Paesi il fenomeno appare in forte aumento così come il nazionalismo, il razzismo e l'intolleranza religiosa. Al primo posto c'è la Francia e noi l'avevamo detto già nel 2013, in un certo senso facendoci profeti degli attentati di Parigi. Poi l'Ungheria. L'Italia sta in mezzo. Da noi i due terzi della comunità ebraica percepiscono il problema come molto serio. Anche se prima ce ne sono altri: la crisi economica, la disoccupazione, la corruzione del pubblico. Questo a dimostrazione che quella dell'antisemitismo per gli ebrei non è una paranoia».
Secondo la ricerca, l'odio si manifesta soprattutto attraverso internet, «un luogo estremamente inquinato», poi come cornice ai grandi avvenimenti sportivi. I gesti antisemiti sono di tre tipi: «Quello classico, ovvero il fatto che gli ebrei controllano le banche, gli ebrei sono responsabili della crisi...; poi la negazione della Shoah, dell'Olocausto, "una nota a margine della Seconda Guerra Mondiale" come disse il signor Le Pen; infine la delegittimazione dello Stato di Israele. Qui c'è da dire che ogni governo è criticabile, è vero, ma non si può negare l'esistenza di Israele come dell'Italia».
Gli scenari futuri? Dalla ricerca emerge che o ci si nasconde o si cambia Paese. In Francia nel 2014 su mezzo milione di ebrei 7mila sono partiti, in Italia su 30mila se ne sono andati 300. «Questo quando le comunità ebraiche sono state un elemento costitutivo dell'Europa». La scuola: «Ha un ruolo guida quale luogo di insegnamento e di discussione. Ma dovrebbe anche sanzionare gli estremismi. Magari, che so, facendo perdere l'anno agli intolleranti».


Federico Frighi


05/02/2015
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Giovanni Corrado,
05 feb 2015, 03:27
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