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Liceo Respighi, sua eccellenza digitale

pubblicato 07 feb 2015, 23:27 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 07 feb 2015, 23:34 ]
Con il comprensivo di Cadeo è fra le 38 scuole informatizzate sulle 8.519 italiane

Il liceo Respighi, assieme all'istituto comprensivo di Cadeo per le scuole medie inferiori, è fra le 38 scuole italiane completamente digitalizzate. Il dato emerge da un'inchiesta uscita sul numero di ieri del Corriere della Sera che presenta ai suoi lettori la desolante fotografia dell'Istruzione digitale italiana. Sugli 8.519 istituti del Paese, solo 38 sono le scuole digitali, penultimi in Europa per quanto riguarda l'apprendimento in ambienti virtuali. Due delle 38 luci italiane brillano a Piacenza. Una è quella di Cadeo, guidata dal preside Daniele Barca. L'altra è il liceo Respighi, diretto dal preside Licia Gardella.
«Quella uscita sul Corsera è una fotografia severa, basata sui dati. Ci sono però tante realtà in cammino, non solo quelle citate» osserva Gardella. E' tuttavia un dato di fatto che le 14 "scuole 2.0" citate hanno lavorato insieme all'avvio del progetto di digitalizzazione coordinate dal ministero della Pubblica Istruzione. E tra queste c'era il Respighi.
«Nella digitalizzazione della scuola - continua la preside - abbiamo voluto tenere ben presente il continuo dialogo con il territorio, tanto che nel comitato tecnico Respighi 2.0 ci sono Provincia, Regione e imprese». Un dialogo iniziato da lontano: «Grazie ad alcuni miei docenti abbiamo scelto di investire su una rete scolatica efficace e già nel 2010 la nostra rete raggiungeva via cavo tutte le aule». Oggi, ogni mattina, anche grazie alla connessione wi-fi in tutto l'istituto, si avviano 800 tablet (tra quelli di proprietà degli studenti e quelli della scuola). Dalla prima superiore alle terza tutti gli studenti ne sono in possesso (anche due classi di quarta). Si tratta di Ipad ottenuti dalla Apple grazie ad una convenzione e dotati di tutte le applicazioni pre-caricate per lo studio. Il risparmio sulla spesa dei libri scolastici viene stimato intorno al 30 per cento al primo anno di liceo. In via di sperimentazione c'è poi una app (Chimpa) creata per evitare distrazioni durante l'uso dei tablet in classe. Il docente conosce in tempo reale che cosa sta facendo ogni studente.
«Insomma i cambiamenti avvengono perchè continua è la ricerca - evidenzia la preside Gardella - verso una didattica il più rispondente possibile alle domande di oggi; l'innovazione poi deve arrivare a tutta la scuola, anche scontando velocità personali diverse. La scuola vive il confronto tra innovazione e conservazione e deve camminare su questo, non è una questione di età anagrafica ma di mentalità. Abbiamo lavagne interattive in ogni classe e da tre anni il registro elettronico per tutti gli insegnanti. E' stato un cambiamento di mentalità». Fondamentale il ruolo delle famiglie: «Investono quando vedono un ritorno: e il ritorno è una nuova didattica più vicina ai ragazzi che utilizza un nuovo strumento con migliori risultati; lo abbiamo visto dalle ultime prove invalsi. Ho un gruppo di docenti all'interno della scuola con i quali siamo stati capaci di guardare lontano».
Federico Frighi




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