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LIBERTÀ E PARTECIPAZIONE: concorso promosso da Soroptimist Club di Piacenza

pubblicato 10 apr 2017, 14:40 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 10 apr 2017, 14:40 ]
Il primo premio è stato assegnato al Liceo scientifico Respighi con le seguenti motivazioni: originalità della rilettura di Medea, il cui mito è evocato per sottolineare l’eterna attualità delle prevaricazioni sulla donna, della difficoltà del vivere da straniera in terra lontana, dell’importanza dell’informazione e della partecipazione, della responsabilità delle proprie azioni e scelte. La soluzione tecnica dell’alternarsi delle riprese in interni ed esterni è pregevole e accattivante. Il percorso formativo, inoltre, ha risposto a uno degli obiettivi del bando, che era il coinvolgimento del maggior numero possibile di docenti e di discipline, a testimonianza di una preziosa sinergia tra le risorse professionali della scuola.

Le classi IV A, IV E, IV L, V A con contributi di V H (regia, Filippo Trevisani) e II A ( Medea, Emanuela Braghieri) hanno ottenuto il primo premio al concorso promosso da Soroptimist Club di Piacenza sul tema Libertà e partecipazione con la realizzazione del video, Giustizia per Medea dai mille volti. Oltre l’indifferenza e “le cose che si sanno”: humani nihil a me alienum puto.
Come è possibile trattare il tema libertà e partecipazione a scuola in modo originale? Prerequisiti indispensabili:
  1. Avere alcune docenti di lettere (Lucia Bacciocchi, Patrizia Datilini, Marta Rutigliano) aperte alla pedagogia del progetto, a fiducia in una scuola innovativa che punti sulla ricerca euristica, sulle competenze mediali poietiche degli studenti, sulla loro creatività;
  2. Essere affascinati dalla lettura di miti che, essendo legittimazione di modi di pensare, di vivere, di interpretare i principi fondanti dell’esistere, possono ancora permettere riletture;
  3. Averne a disposizione uno celeberrimo, quello della maga Medea, già soggetto a misconoscimento, a revisione da una sensibile interprete dei nostri tempi come Christa Wolf;
  4. Avere alunni eclettici, dotati di curiosità, capacità di rielaborazione e di voglia di produrre qualcosa di diverso dalle comuni consegne scolastiche.
Il risultato, almeno se si punta soprattutto a verificare il processo di costruzione del lavoro, le finalità che gli studenti si sono posti e la ricerca di metodi idonei per realizzarle, è sempre assicurato: ripenso con piacere e soddisfazione ai momenti non solo di esame dei testi e di proposte esegetiche, ma soprattutto a quelli in cui il palcoscenico del Teatro Gioco Vita, i locali più impensabili della scuola, il piazzale limitrofo al Liceo Respighi sono divenuti scena, scena in cui rendere il passato lontano, un ipotetico incontro tra Euripide e Seneca, Corinto, la reggia di Creonte dove Medea si aggira, scopre misfatti che le ricordano la patria da cui è fuggita, la Colchide, combatte in nome di verità e giustizia, viene proditoriamente accusata di crimini non commessi (lapidazione dei figli), proclama il diritto di parlare, di dire la verità, benché scomoda; partecipare, anche se donna, anche se straniera-barbara, è per lei fondamentale perché, come ha ricordato al recente Festival del Diritto Zagrebelsky (23 settembre 2016), “in un mondo reso “saturo” dalla globalizzazione, chi è in fuga viene privato di un secondo diritto fondamentale, quello alla terra. Costretti a lasciare la propria casa, molti esseri umani rimangono bloccati in “non-luoghi”, sospesi tra la speranza di essere accolti e la realtà che spesso erige contro di loro muri. Negando questi diritti fondamentali si finisce per negare il loro diritto ad esistere, il che si traduce, nel migliore dei casi, a renderli invisibili, nel peggiore, vittime di manifesta ostilità”.
Un governo democratico non è garanzia della difesa dei diritti umani e dovrebbe saperlo bene Euripide nella cui  Atene, V secolo a.C., i 40.000 cittadini potevano dedicarsi alla amministrazione della Polis grazie al lavoro di 15.000 meteci  a cui non erano stati riconosciuti la cittadinanza e i conseguenti diritti.
La democrazia è autentica se è partecipata, se chi la vive pratica non solo collaborazione, ma anche dissenso, opposizione a ciò che non torna, non convince, sa di raggiro o di falso. Ecco perché il video si conclude con un rimando a celebri parole di don Milani che invitava i giovani ad essere critici, anche 
“disobbedienti”, se necessario, a esercitare la facoltà di scegliere se rappresentare attivamente la verità al meglio dei propri talenti oppure di lasciarsi passivamente guidare da un padrone o da una autorità, dei, questi, che sempre falliscono. Convinzione anche della Wolf-Medea considerata ad est dissidente(RDT) e  a ovest disprezzata (Germania riunificata) per avere denunciato come gruppi sempre più estesi di persone, per ragioni sociali o etiche o di altra natura, diventino superflui, come l'emarginazione dell'estraneo percorra tutta la storia della cultura occidentale e come le sia connaturata  l'emarginazione dell'elemento femminile, che incute spavento. 
Un grazie dunque agli studenti che hanno lavorato con passione alla realizzazione del lavoro, divenendo ora sceneggiatori, ora attori, ora tecnici, ora registi, ora coreografi, alla Dottoressa Cristina Mezzadri (Augusta Veleiatium) che ha gentilmente prestato abiti da scena idonei e ai colleghi che hanno permesso che per qualche tempo lo spazio aula si dilatasse, l’attività straordinaria si tramutasse in ordinaria, i saperi e le competenze si intrecciassero nella realizzazione di un lavoro corale.

Lucia Bacciocchi

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