News‎ > ‎

Il liceo Respighi: Scuola 2.0, noi tra i pionieri della rivoluzione sui banchi

pubblicato 07 mar 2014, 03:32 da Giovanni Corrado
Tutto cominciò con la lavagna interattiva per le lezioni in classe, poi sono arrivati la rete Wi-Fi, il tablet e le app a misura di studente e di insegnante. E in soli due anni il liceo scientifico "Respighi" è diventata la scuola tecnologica del futuro. Più precisamente una "scuola 2.0", definizione che riprende il nome dato al progetto ideato dal Ministero dell'Istruzione per aumentare il grado di innovazione tecnologica negli istituti e di cui proprio il liceo piacentino è stato uno dei capofila. Il percorso non è stato semplice, ha comportato notevoli investimenti, ma alla fine i risultati sono stati concreti e utili per i ragazzi. Lo hanno sottolineato ieri mattina i docenti responsabili dell'intero progetto, che hanno fatto il punto della situazione sulle innovazioni introdotte dalla scuola dal 2011 al 2013. «Due anni fa il nostro è stato uno dei 10 istituti italiani scelti dal ministero per l'esperienza 2.0 - ha spiegato il responsabile del Dipartimento di Lettere Stefano Quagliaroli - ovvero, per diventare una scuola che insegnasse con metodi al passo coi tempi e con un uso sistematico della tecnologia in maniera totalizzante». Il primo passo è stato quello di dotare tutte le classi delle cosiddette Lim (Lavagna interattiva multimediale) connesse a iCloud. Un corposo investimento di 25mila euro ha poi permesso di creare una rete Wi-Fi poggiata su quella a fibre ottiche per permettere ad ogni studente di essere connesso con l'istituto tramite una password e poter così disporre di tutti i materiali multimediali. In seguito ha preso il via "l'era tablet": ogni studente dal primo al terzo anno ne possiede uno (480 in tutto, acquistati anche a un prezzo scontato con convenzioni speciali) per rendere ancora più totalizzante l'esperienza digitale. «Con il tablet l'alunno è connesso sempre e ovunque - ha detto il responsabile della tecnologia nella scuola Stefano Costi, insieme alla docente Giovanna Busconi - e con le app a disposizione si può davvero fare di tutto». Realizzare filmati con iMovie, documentare esperienze, progetti e scrivere e-book e seguire le lezioni da casa se si è malati con Face Time, mentre gli insegnanti possono correggere i compiti dei ragazzi e rispedirli al mittente con le correzioni quasi in tempo reale. «Il lavoro fatto finora è stato estremamente faticoso - ha quindi concluso la dirigente Licia Gardella - e non finisce qui, abbiamo altre innovazioni per l'anno in corso. Ci siamo resi conto che la tecnologia è importante anche a livello formativo».

Gabriele Faravelli

Comments