News‎ > ‎

Il liceo Respighi alla scoperta di Israele:

pubblicato 23 mar 2012, 10:18 da Giovanni Corrado

«Tante culture differenti in un solo spazio»

Questo reportage del viaggio in Israele di un gruppo di studenti del Respighi, con la preside Licia Gardella, è stato scritto da tre di loro: Chiara Zermani, Fabio Affaticati e Francesco Mangia.

Verde. Tranquillo. Poliedrico. Tutto il contrario di quello che si potrebbe pensare di Israele ed in particolare di Gerusalemme. Nell' immaginario collettivo Gerusalemme è l'archetipo di "città in guerra". Una città spoglia ed abbandonata in mezzo al deserto. Una società monoculturale ebrea o al massimo biculturale araba-ebrea. Così l' Italia ci aveva insegnato a pensare Israele. Quello che abbiamo visto ha sconvolto la nostra mentalità borghese così radicata in falsi miti e credenze. La prima cosa che ci ha colpito è stato il silenzio. Scesi dall'aereo abbiamo immediatamente notato come la mancanza di suoni fosse quasi assordante per gente abituata a vivere nel rumore. Nessuno dell' organizzazione ci aveva avvertito di ciò. Per fortuna. Così il nostro stupore è stato alla massima potenza. "Alla scoperta di Israele". Già dal primo minuto il nome del progetto che ci ha portati fin là si è dimostrato più che azzeccato. Alla fine è stato proprio la curiosità e la voglia di scoprire che ci ha spinto a lasciare la nostra casa per vivere il viaggio più entusiasmante della nostra vita. La cosa che ci ha sorpreso e stupito di più, a parte ovviamente cose prettamente materiali come il Mar Morto, è stata la coesistenza di culture così diverse in così poco spazio. Abbiamo capito che non esistono solo ebrei israeliani e musulmani palestinesi, ci sono anche musulmani israeliani, ebrei palestinesi, cristiani sia palestinesi che israeliani. Tutte queste culture si amalgamano in un crogiolo chiamato Gerusalemme. Ma Gerusalemme ha occupato solo tre giorni degli otto previsti dal viaggio. Negli altri cinque abbiamo avuto la possibilità, oltre che visitare luoghi magnifici come la fortezza di Masada, anche di incontrare autorità di spicco come l'ambasciatore italiano a Tel Aviv ed il giornalista Rai Claudio Pagliara. Rimane solo un'ultima cosa da raccontarvi: il paesaggio. Nel nostro immaginario l'equazione Israele-deserto occupa un posto notevole. Dire che Israele è una pianura verdeggiante è un' eresia, ma abbiamo trovato aree verdi dove nessuno avrebbe potuto immaginare fosse possibile far crescere anche solo un filo d'erba.
Il nostro gruppo comprendeva anche una classe del liceo Marinelli di Udine, alcuni ragazzi del Casiraghi di Milano vincitori con Debora Magi del Classico Gioia del concorso Scopri Israele, di conoscere un paese così bello.


Comments