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I 7 PONTI E IL MISTERO DEI GRAFI

pubblicato 17 apr 2012, 23:30 da Giovanni Corrado
venerdì 20 aprile 2012 - Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza – ore 9.30 e ore 11.30

In collaborazione con Associazione Amici del Liceo Scientifico “Lorenzo Respighi”


PACTA . deiTeatri - Progetto Arte Cultura Territorio Associati

TEATRO IN MATEMATICA - ScienzaInScena

Progetto Teatro in Matematica a cura di Maria Eugenia D’Aquino

“I 7 PONTI E IL MISTERO DEI GRAFI”

Cosa hanno in comune il trasporto degli alunni, il Sudoku, l’organizzazione dei voli di una compagnia aerea, la pulizia della strade di una città, la metropolitana di Londra, una formula chimica, la colorazione delle carte geografiche, la rete Internet? Apparentemente nulla, in realtà uno dei più potenti strumenti che la matematica ha creato per rappresentare, studiare, risolvere i suoi problemi: i grafi.

E nel mondo dei grafi, sotto forma di giallo, viaggia “I 7 ponti e il mistero dei grafi”, produzione di Pacta . deiTeatri che va in scena, grazie all’Associazione Amici del Liceo Scientifico “Lorenzo Respighi”, venerdì 20 aprile 2012 al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza. Lo spettacolo, con doppia recita alle ore 9.30 e 11.30 (rappresentazioni riservate agli studenti del “Respighi”), è inserito nella Stagione di Teatro Scuola 2011/2012 “Salt’in Banco” proposta da Teatro Gioco Vita – Teatro Stabile di Innovazione con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza – Assessorato alla Cultura.

“I 7 ponti è il mistero dei grafi” è scritto da Riccardo Mini ed è interpretato da Maria Eugenia D’Aquino, Riccardo Magherini, Vladimir Todisco Grande, Marco Pezza. I costumi sono di Maria Eugenia D’Aquino, la regia di Valentina Colorni, la consulenza  matematica del Prof. Alberto Colorni, docente di Ricerca Operativa al Politecnico di Milano. Lo spettacolo è stato realizzato da Pacta . deiTeatri nell’ambito del Progetto “Teatro in Matematica” a cura di Maria Eugenia D’Aquino.

Il giallo teatrale è ambientato nella città di Königsberg, dove nel 1736 nacque la teoria dei grafi ad opera del grande matematico svizzero Leonardo Eulero, che qui viveva.

Una serie di misteri alla cui soluzione un impavido detective giungerà, dopo aver tentato varie strade, proprio grazie all’aiuto di un grafo. Una Königsberg, che non è quella reale, ma un’altra, immaginata, astratta, quasi stilizzata. Una serie di punti e di linee: o per meglio dire un grafo, appunto.

Un modo divertente di esplorare un affascinante ramo della matematica che va sotto il nome di “teoria dei grafi” e che, dietro un nome all’apparenza misterioso, nasconde il segreto per trovare la “via maestra”, la via più breve, la via più ambita e ricercata da tutti gli uomini, dalla notte dei tempi ad oggi.

Un grafo è un insieme di “cose” - punti, nodi, i vertici del grafo - aventi un qualche tipo di connessione tra loro - linee, archi. Dove questi oggetti effettivamente si trovino, non ha alcun'importanza, né cosa essi esattamente siano: ognuno ha la libertà di interpretare queste strutture astratte come meglio crede, adattandole ai problemi concreti che si trova a dover affrontare. Ai nodi e agli archi possono essere associate delle informazioni, utilizzate poi per mostrare o per analizzare situazioni diverse.

Così, la rete del metrò, con le sue le fermate e le sue linee, costituisce un grafo: in esso vengono ignorate alcune informazioni, ad esempio le reali distanze tra le fermate, ma poste in rilievo altre, ad esempio le linee, rossa, verde, gialla, con i nodi d’interscambio. Ancora: gli scali aeroportuali sono i nodi e le tratte sono gli archi del grafo che rappresentano l’organizzazione di una compagnia aerea. I punti di raccolta degli scolari e i percorsi per raggiungerli rappresentano un grafo su cui è possibile risolvere il problema di trovare il percorso migliore, ad esempio il più veloce. Le molecole e i loro legami sono spesso rappresentate come grafi.

La rete Internet è un caso forse più noto sotto gli occhi di tutti: il grafo evidenzia i nodi con gli indirizzi - ormai un numero elevatissimo - e gli archi con i link che collegano un sito a un altro; quando cerchiamo una parola con un motore tipo Google o Yahoo ci viene mostrata una lista di siti, che è creata in basa al numero di link che “chiamano” ciascun sito.

E il Sudoku? Cosa c’entra? La risposta durante lo spettacolo…

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Giovanni Corrado,
17 apr 2012, 23:30
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