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Fare gruppo: nello sport è fondamentale

pubblicato 16 feb 2014, 23:11 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 16 feb 2014, 23:12 ]

Campioni e allenatori si sono raccontati agli studenti del Liceo Respighi

Esperienze di allenatori e atleti, con il filo conduttore dell'importanza del valore della squadra. Sono state due ore dense di emozioni quelle andate in scena all'aula Magna dell'Isii di Piacenza, teatro del convegno organizzato dal Respighi. In platea, gli studenti del liceo scientifico sportivo e gli alunni iscritti alla convenzione Respighi-Coni, sul palco diversi personaggi di spicco del mondo sportivo, introdotti dal coordinatore Fabio Bastiani e dalla preside Lucia Gardella. Dopo i saluti di Ada Guastoni (Csa) e dell'assessore provinciale Massimiliano Dosi, si è entrati nel vivo con la testimonianza di Pietro Perotti e Alessandro Confalonieri, anime organizzative della Placentia Marathon, che quest'anno diventerà Half Marathon oltre ad accogliere l'hand bike. Perotti ha sottolineanza l'importanza del fattore-squadra anche a livello organizzativo («abbiamo 800 persone che lavorano per questa manifestazione»), mentre Confalonieri ha invitato i giovani a partecipare attivamente all'organizzazione della maratona.
Poi si è entrati del vivo dello sport giocato con Gianluca Marenghi, tecnico della Rebecchi Nordmeccanica Baseball. «Ho esordito in prima squadra a 14 anni e nei momenti peggiori ripenso a quei momenti, a quegli stimoli». Dalla mazza alla palla a spicchi con le testimonianze di Claudio Coppeta e Giovanni Gasparin, coach e playmaker del Bakery. «Il dialogo - ha spiegato il primo - è fondamentale per fare squadra. Girando l'Italia ho trovato pochissime iniziative come questa: la scuola deve essere da traino per i ragazzi». «Far gruppo - ha aggiunto Gasparin - vale a scuola come nello sport».
Dal basket alla motonautica con Alex Carella, tre volte campione del mondo di F1. «Il primo titolo iridato - ha spiegato - è stato il coronamento di un sogno: sono serviti dodici anni per arrivare lì. Girare per il mondo ti insegna tanto». Una storia di vita è quella di Norberto De Angelis, campione parmense di football americano vittima di un incidente stradale in Africa, dove si trovava in missione umanitaria e poi innamoratosi dell'handbike, al punto di percorrere tutta la Route 66 negli Stati Uniti.
Affascinante la parentesi pallavolistica con Manuela Leggeri e Gianni Caprara, capitano e tecnico della Rebecchi Nordmeccanica. "Manu" ha sottolineato l'importanza dello spirito di squadra e della sinergia con staff e ambiente, mentre Caprara (che ha salutato in platea il giovane libero Virginia Poggi) ha ricordato il "fastidio" per la revoca del suo primo scudetto (2000-2001 a Reggio Calabria) per poi tracciare una definizione sua di campione: «Per me lo è chi ha già ottenuto risultati personali in carriera e che si allena quotidianamente per migliorarsi, come Manuela. E' un errore chiamare campione un giovane che sta iniziando ad affermarsi».
Poi è stata la volta del nuoto, con Gianni Ponzanibbio e Andrea Frovi, allenatori della Vittorino. «Il nostro sport - ha spiegato Ponzanibbio - è difficile perché spesso si lavora mesi per preparare un unico appuntamento», mentre Frovi, ex atleta di grande livello, ha ribadito la capacità di organizzazione necessaria per conciliare studio e sport. Il passaggio da atleta a maestro e l'importanza di avere obiettivi chiari, sono stati al centro dell'intervento dello spadista del "Pettorelli", Alessandro Bossalini, mentre il finale è stato all'insegna del tiro al volo con Daniele Resca e Fabio Partigiani, atleta e preparatore atletico: da entrambi, il messaggio che anche uno sport in apparenza statico necessita di una grande preparazione fisica.
Luca Ziliani


12/02/2014

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