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Donazione, l’Admo porta in cattedra i medici

pubblicato 10 feb 2017, 01:04 da Giovanni Corrado

L’ematologo Vallisa e la biologa Rossi in una speciale lezione per 180 alunni del Respighi

Sono oltre 6mila i piacentini iscritti al registro dei donatori di midollo osseo.
Un numero considerevole, ma che deve essere incrementato di continuo, specialmente per quanto riguarda i giovani.
È appunto per questo scopo che l’Admo di Piacenza organizza incontri periodici con gli studenti delle scuole cittadine, informando e cercando di coinvolgere possibili futuri donatori.
Ieri mattina, sono stati oltre 180 gli alunni delle classi terze e quarte del liceo scientifico Respighi che hanno partecipato all'incontro che si è tenuto nell'aula magna dell’Isii Marconi.
Una mattinata nell'ambito delle attività della settimana di sospensione per recupero e approfondimento del Respighi.
Due i momenti salienti: prima lo spettacolo teatrale- scientifico realizzato dalla compagnia “L’aquila signorina – Teatro e scienza” di Bologna per spiegare ai ragazzi la vita e la carriera di Cesare Maltoni, medico e oncologo di fama mondiale che negli anni ’70 diventò uno dei pionieri della cancerogenesi ambientale e industriale.
In seguito, una serie di interventi curati dall’Admo di Piacenza di Mauro Malaspina, che hanno visto la partecipazione del dottor Daniele Vallisa, direttore dell’Unità Operativa di Ematologia e del programma trapianti dell’Ausl di Piacenza, e della dottoressa Angela Rossi, responsabile del laboratorio di Immunogenetica.
Con i ragazzi si è parlato dei trapianti di midollo osseo, a che cosa servono, della ricerca sui tumori e di altri temi legati alla sanità.
Ma soprattutto, è stata un’occasione per far loro conoscere la “cultura del dono” che sta alla base dell’impegno dell’Admo da oltre 25 anni.
«Una volta la nostra associazione diceva alla gente che bisogna donare, oggi diciamo che donare fa bene, non solo alla salute di chi aiutiamo con il nostro gesto ma anche al nostro animo – ha spiegato Malaspina – in fondo basta poco, un prelievo di sangue o un tampone e si è iscritti al registro dei donatori piacentini, che attualmente conta oltre 6mila unità.
Sono tanti, più della media nazionale, ma considerando che la compatibilità con un potenziale donatore in tutto il mondo è di una su 100mila ne servono sempre di più.
Specialmente giovani, perché un midollo giovane è più efficace nel combattere la leucemia di uno più vecchio.
Si possono iscrivere al registro le persone tra i 18 e i 35 anni, che poi rimarranno inserite nell’elenco fino a 55 anni, per cui è bene iniziare presto a fare propaganda nelle scuole e in strada.
Questi ragazzi possono quindi imparare che un gesto molto semplice, e per nulla costoso, è in grado di salvare vite umane».

LIBERTÀ
mercoledì 8 febbraio 2017
Gabriele Faravelli
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