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Ospiti al Liceo Respighi il manager Francesco Bilotta, il presidente biancorosso e Andrea Radici

pubblicato 03 dic 2014, 03:24 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 03 dic 2014, 03:25 ]

Molinaroli: più duro fare sport di vertice
Dai Mondiali al Copra, la pallavolo fra successi e crisi

Due aspetti differenti come organizzare grandi eventi e gestire un gruppo, ma che sottintendono un fattore comune nell'ottica dei rispettivi successi: il fare squadra. E' questo uno degli aspetti emersi ieri mattina nel corso del convegno organizzato dal dipartimento di educazione fisica del liceo Respighi in collaborazione con il Coni Point di Piacenza e la Fipav nazionale e provinciale. L'incontro, moderato dal giornalista piacentino Matteo Marchetti e ospitato dall'aula magna dell'Isii, è stato aperto dal rinnovo della convenzione Respighi-Coni, con l'istituto rappresentato dal dirigente scolastico Licia Gardella e dal coordinatore del dipartimento Fabio Bastiani, mentre per il Coni era presente il delegato provinciale Robert Gionelli. 
Al tavolo dei relatori erano seduti il presidente provinciale Fipav Marco Bergonzi, il presidente del Copra Volley Guido Molinaroli e il tecnico biancorosso Andrea Radici, oltre a Francesco Bilotta, responsabile marketing e tv manager della Fipav.
Con Bilotta si è affrontato il tema dell'organizzazione dei grandi eventi, con una testimonianza diretta dei Mondiali di pallavolo femminile 2014 in Italia. «E' stata una sfida - ha spiegato - organizzarlo in tempi di crisi e con la difficoltà in più di confronto con il precedente Mondiale maschile in Polonia. I risultati sono stati ottimi, con oltre 185mila biglietti venduti e con due record battuti su Rai Sport. Nella fase finale a Milano siamo arrivati ad avere il 92 per cento di presenze rispetto alla capienza dell'impianto e attraverso i social abbiamo coinvolto le persone».
Quindi ha aggiunto, rispondendo alle domande dei ragazzi. «Nel Mondiale 2010 abbiamo organizzato un evento forse più su misura per chi conosceva il volley, mentre quest'anno abbiamo saputo far appassionare anche chi normalmente non segue la pallavolo. Entrambe le edizioni sono state organizzate in modo sostenibile in relazione ai costi e per preparare al meglio un Mondiale servono 3-4 anni di lavoro».
Simpatico e diretto. Anche davanti alla platea degli studenti Guido Molinaroli non ha snaturato il proprio dna. Per il presidente biancorosso, una raffica di domande sulle difficoltà del Copra. «Avevo mollato tutto - ha affermato - poi c'era la possibilità di far entrare un magnate, allora vai avanti. Poi scopri che non riesce a pagarti neanche un caffè e ti trovi a metà del guado. Speriamo di andare avanti fino a fine stagione. Quanto incide la crisi? La situazione economica italiana la conoscono tutti, anche se a volte la crisi diventa una scusa. Il Copra Volley avrà futuro se entreranno partner stranieri; in Italia chi ha i soldi se li tiene o le investe in altro modo. In ogni modo, a livello generale in Italia è sempre più dura far sport ad altissimo livello».
Interessante l'analisi economica. «Gli sponsor - ha spiegato Molinaroli - incidono l'80, l'85 per cento in una società sportiva, mentre gli incassi difficilmente superano il 10-15 per cento. Nel calcio c'è il vantaggio dei contributi televisivi: così sarebbe più facile».
Il tecnico del Copra Andrea Radici, infine, si è soffermato sulla gestione di un gruppo. Battute iniziali sul momento difficile del Copra («ho la forte speranza di miglioramenti a breve e ho sempre trovato un atteggiamento costruttivo e sereno da parte della società»), poi spazio al tema specifico. «Nella gestione del gruppo per un allenatore ci sono due aspetti importanti: la gestione dello staff tecnico e poi quella della squadra. L'autorità si conquista ogni giorno, con la capacità di saper proporrre dal punto di vista tecnico, tattico e della preparazione fisica. Il lavoro deve essere apprezzato e portare benefici alla tecnica individuale e di squadra. L'autorevolezza è importante, ma deve tener conto anche delle dinamiche di gruppo».
Domanda dei ragazzi: per Radici meglio allenare una squadra giovane o esperta? «Sono diventato - ha risposto il tecnico umbro - allenatore a 17 anni iniziando dal liceo e passando dalla prima divisione maschile alla serie A. Preferisco avere a che fare con giovani, non solo anagraficamente, ma anche nel mettersi in discussione».
Luca Ziliani


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