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Brecht al Respighi: la compagnia "Il filo d'Arianna" e la Giornata della Memoria

pubblicato 18 mar 2015, 04:04 da Giovanni Corrado   [ aggiornato in data 18 mar 2015, 06:17 ]
"Quali sono i primi sintomi dell'orrore? Come inizia a manifestarsi l'indicibile? Quali sono le prime reazioni di fronte alla scoperta del male assoluto? Potrebbero definirsi questi i temi di " terrore e miseria del terzo Reich". Brecht che ha sempre avuto al centro della sua opera  i rapporti del singolo individuo con la comunità , qui descrive la società tedesca negli anni in cui Hitler consolida il suo potere in Germania e cominciano ad apparire gli aspetti tragici della avventura del nazional socialismo. Incredulità, voglia di non vedere l'evidenza e poi paura paura paura, non per manifestazioni eclatanti , ma per il figlio che potrebbe essere una spia, per la moglie che se ne deve andare perchè il marito possa fare carriera per la necessità di dover sempre abbassare gli occhi." Credete che tutto questo e' stato" dirà Primo Levi dopo Auschwitz. Leggendo "terrore e miseria " si può dire: tutto iniziò così." Con queste parole Paolo Contini presenta il lavoro teatrale che la compagnia "Il filo d'Arianna" dei fratelli Contini ha proposto ai centocinquanta attentissimi studenti del Respighi riuniti in Aula Cinema venerdì 13 marzo scorso. Sei le classi coinvolte:2^A, con la prof.ssa Marina Avanzini, che ha organizzato l'evento nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, 3^ A e 5^ E con la prof.ssa Patrizia Datilini, 2^ D con la prof.ssa Francesca Gipponi, 2^ C e 3^ L con la prof.ssa Emanuela Sindaco.
La magia del teatro ha consentito ai presenti di essere catturati e coinvolti nel clima di inquietudine e di orrore legato a quella disgregazione dei legami affettivi e familiari che Brecht mette a nudo in scene di interni solo apparentemente normali, frammenti dolorosi di una ben più vasta tragedia che di lì a poco sarebbe esplosa in tutta la sua violenza. Un'occasione preziosa per approfondire, riflettere, immedesimarsi, comprendere, anche col cuore....



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