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Vittoria al Piacenza jazz festival

pubblicato 20 ott 2019, 23:50 da CHIARA CAPPA - English
L'alunna della classe 5A del Liceo Respighi Emanuela Braghieri ha vinto il concorso indetto dal Piacenza Jazz Festival e verrà premiata il 28 novembre prossimo, nel corso del 30^ meeting delle redazioni scolastiche. Due nostri giornalisti in erba (la stessa Braghieri ed Elia Perli, di 5L) avevano assistito il 5 aprile scorso ad uno dei concerti organizzati e dovevano poi redigere un report.Tra le tante iniziative dedicate da sempre all’avvicinamento dei ragazzi alla musica che vanno sotto il cappello del “Jazz Va a Scuola”, infatti era stato lanciato un concorso che, sulla base delle recensioni dei concerti in cartellone del Piacenza Jazz Fest pubblicate sui vari giornali scolastici, ha premiato quella considerata la migliore con un premio in denaro per la scuola del valore di 200 euro: un piccolo incoraggiamento per il nostro BUCO,  ma soprattutto la soddisfazione di veder apprezzato il lavoro svolto. Ecco l'articolo vincitore:


IL CUORE BATTE A RITMO DI JAZZ

 

La vita di ciascun individuo si muove sulle note di una propria e peculiare colonna sonora che evolve con la persona, si modella sull’individuo stesso, racconta se stessa nello sprigionare l’essenza del soggetto per cui è stata creata. Assistere ad un concerto comporta la possibilità di toccare con mano l’anima di chi occupa il palcoscenico e scoprire, in alcuni casi, nuove sfaccettature di noi stessi: pubblico vulnerabile di fronte alla magnificenza della musica.

L’evento del 5 aprile 2019, avvenuto nella Sala degli Arazzi del Collegio Alberoni di Piacenza, che ha visto come protagonista il quartetto jazz guidato dal violoncellista e compositore Erik Friedlander, ha incoronato perfettamente e armonicamente l’idea della ricerca di sè attraverso la volontà di raccontare l’unicità, in questo caso incarnata dalla scelta del violoncello, nella regolarità di un genere musicale quale il jazz.

La qualità artistica dei musicisti che si sono esibiti in questa occasione è indubbia e riscontrabile da chiunque vi abbia assistito anche per pochi istanti, ma ciò su cui vorrei porre attenzione è l’insegnamento che questi musicisti ci hanno trasmesso. Per fare qualcosa di grande è necessario uscire dai canoni a cui siamo chiamati ad attenerci e provare a pensare fuori dagli schemi, seguendo il nostro sentire dopo aver appreso i percorsi tracciati dal nostro passato.

Cosa spinge un individuo a correre il rischio di andare aldilà della propria comfort zone? Qual è l’elemento che spinge un uomo, prima dell’artista, a rischiare di fallire pur di andare oltre?

Per il violoncellista Friedlander, è la sensazione del “non essere abbastanza”, del sentirsi limitato da catene invisibili ma fortemente resistenti con le quali lui stesso si è incatenato per paura di osare, a generare il bisogno di credere, lavorare, investire nell’ignoto di una nuova realtà musicale. Realtà questa, non pura, ma bensì contaminata da diversi generi, capaci di colmare l’esigenza artistica che esperiva quotidianamente.

Il 5 aprile si è assistito ad un magistrale concerto jazz, ma soprattutto ha conquistato il pubblico quel coraggio di rischiare per essere fedeli a se stessi in ogni momento della propria vita." (E. Braghieri)





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