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Al liceo Respighi nasce l’aula del futuro giovani industriali di Confapi in prima linea

pubblicato 20 feb 2019, 01:21 da web master   [ aggiornato il 26 feb 2019, 14:39 da CHIARA CAPPA - English ]

Al Respighi si sono dati un compito: “Immaginare l’impossibile”. Nello specifico l’impossibile ha preso la forma di un’aula attrezzata con tecnologie innovative e progettata non solo a uso e consumo del liceo scientifico, ma anche di altre scuole primarie di Piacenza. È questo il progetto con cui il Respighi si è classificato 50esimo all’avviso pubblicato lo scorso novembre dal Miur per la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi. 50esimo su oltre 5000 idee arrivate dalle scuole di tutta Italia.

«Si tratta di un progetto che rientra pienamente nel piano di innovazione che il liceo si è dato per mettere a disposizione dei suoi studenti una strumentazione adeguata – spiega la dirigente scolastica Simona Favari – un progetto che ha visto lavorare fianco a fianco gli studenti della squadra di robotica e gli insegnanti. Quella che abbiamo presentato è l’idea di uno spazio polivalente attrezzato con tecnologie di avanguardia e pensato come risorsa non solo del liceo, ma delle scuole del primo ciclo di Piacenza».

Per realizzarlo anche una parte della città si è mobilitata: il Gruppo Giovani Industriali di Confapi Industria ad esempio organizza una cena per raccogliere fondi. L’appuntamento è giovedì 21 al Circolo dell’Unione alle 20: «Come Gruppo vogliamo portare avanti dei progetti concreti – spiega Giacomo Ponginibbi che è alla guida dei giovani industriali di Confapi – la nostra mission è incentivare e sostenere il territorio. In questo caso specifico l’aula garantisce un approccio allo studio e quindi anche al lavoro dei ragazzi e degli insegnanti coerente e al passo coi tempi. È un esempio di come si possa affrontare in maniera vincente le sfide messe davanti dal futuro: un esempio che come Gruppo Giovani vogliamo valorizzare».

Non è il solo, va detto: 30 mila euro sono arrivati infatti dalla Provincia, oltre a 20 mila già destinati dal Ministero. «Gli arredi costano circa 10 mila euro», fa presente ancora Favari. A buon intenditor, poche parole. Ma del resto si parla di attrezzature altamente innovative: ci saranno delle postazioni a isola per i ragazzi e una postazione centrale per il docente, diversi computer per la gestione di software didattici per la fisica laboratoriale, dei visori per la realtà virtuale e dei notebook adeguati alla gestione dei relativi software, oltre a quattro smart tv appese alle pareti finalizzate alla proiezione di presentazioni e esiti di ricerca prodotti dagli studenti. Un green screen sarà destinato alle attività laboratoriali di video-making e alla realizzazione di video correlati a vari progetti di scuola, mentre ogni isola sarà dotata di un microscopio ottico già presente nell’aula per esperienze scientifiche multidisciplinari. 

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web master,
20 feb 2019, 01:21
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